Tolmezzo

Città di gran moda nel '700

Tolmezzo - Citt� di gran moda nel '700 Tolmezzo - Citt� di gran moda nel '700

UNA PASSEGGIATA IN CITTA'

Tra eleganti palazzi nobiliari, chiese settecentesche, portici e passaggi coperti, il tempo nel centro tolmezzino scorre all'insegna della scoperta di una città alpina dal fascino unico. Passeggiando lungo le vie del centro si possono ammirare le facciate degli edifici un tempo appartenenti alle famiglie benestanti locali, si possono visitare i preziosi tesori artistici conservati nelle chiese e dei musei, ma ci si può fermare anche per un aperitivo in uno dei tanti locali che animano la città e trascorrere la serata al cinema o al teatro.


Tolmezzo medievale

Tra il XIII e il XIV secolo era una cittadina molto vivace, dedita ai traffici e agli scambi commerciali: lungo la via ancora oggi nota come Borgo della Roggia (via Del Din, via Linussio), si insediarono in questo periodo piccoli mulini e diverse botteghe artigiane, attive specialmente nella produzione tessile. La città era circondata da alte mura, diciotto torri e tre porte, una delle quali, la Porta di Sotto, è ancora visibile. La Porta di Sotto, posta all'ingresso sud del centro storico, di origine due-trecentesca, rappresenta uno dei resti dell’antica cinta muraria: qui pare si riscuotessero i dazi sulle merci in transito. Poco sopra la cittadina, alle pendici del Monte Strabut sorgeva il castello o palazzo patriarcale. Un fosso lo cingeva verso il monte e una muraglia chiudeva le adiacenze scendendo fino a valle. Tra il 1477 ed il 1479, a difesa del borgo e del castello di fronte della minaccia turca, fu costruita la Torre Picotta. Salendo a piedi da via Cascina, latrale di via Roma, è possibile raggiungere l'area di Pra-Castello, dove sorgeva il maniero, e la Torre Picotta. Da qui la vista domina su tutto il paesaggio circostante e sulla città stessa.


Il Borgat

La zona più antica della città è detta Borgat e corrisponde all'attuale Piazza Santa Caterina. Qui pare si svolgesse il mercato più antico, ricordato nei documenti storici fin dal XIII secolo. In Piazza Santa Caterina si possono acora ammirare Casa Janesi, del XV-XVI secolo, che rappresenta una delle poche sopravvivenze di edilizia civile di età tardo medievale presenti in città. La facciata, ora in muratura in pietra a vista, doveva essere in origine coperta da affreschi a motivi geometrici. Ne rimangono delle tracce nei lacerti conservati nella parte alta del prospetto frontale. Particolarmente caratteristiche le bifore in stile gotico veneziano. Quasi di fronte, la Chiesa di Santa Caterina, di origine medievale, ma interamente ricostruita nel '700. Sono ospitate, al suo interno, diverse opere di artisti localied una pregevole pala raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina realizzata nel 1537 e attribuita comunemente al pittore Pomponio Amalteo, discepolo del Pordenone. Poco più avanti, proseguendo sotto i portici di via Roma, verso il centro della città, si trova Palazzo De Marchi, in passato utilizzato come sala teatrale e sala cinematografica, la cui facciata è stata disegnata dal celebre architetto Raimondo D'Aronco.


Il cuore della città

Sulla piazza principale della città, piazza XX settembre, si affaccia il Duomo di San Martino. L’attuale edificio fu costruito tra il 1752 ed il 1764 su progetto di Domenico Schiavi, uno tra i maggiori architetti friulani del XVIII secolo, al posto di una precedente chiesa. In questo periodo il centro carnico vive una felice stagione economica testimoniata dalla sistemazione di diversi edifici e dalla costruzione di nuove residenze di impronta signorile quali Palazzo Linussio, Palazzo Campeis, Frisacco e Garzolini. In questo clima di benessere e rinnovamento si dà avvio alla costruzione del Duomo, che, con le sue notevoli dimensioni e la ricchezza decorativa degli interni, ben riflette il dinamico contesto edilizio e l’evoluzione della società tolmezzina. Il suo interno, riccamente decorato, conserva affreschi e tele di pittori locali accanto a opere di alcuni tra i più noti artisti veneti dell'epoca. Le numerose opere custodite negli edifici ecclesiastici, un'architettura unica frutto di influenze venete coniugate a forme locali insieme a strutture museali note in tutte la regione, fanno di Tolmezzo una vera e propria città d'arte. Le collezioni di Palazzo Campeis, sede del Museo carnico delle Arti e Tradizioni Popolari,rappresentano una tra le più importanti raccolte di materiali etnografici della regione, risultato del paziente lavoro di ricerca di Michele Gortani (1883-1966) svolto sul territorio della Carnia a partire dal 1920. Il museo documenta la vita, il costume, l'agricoltura, l'industria della Carnia attraverso i tempi, con notevoli raccolte di utensili, attrezzi, abiti, e con la ricostruzione di ambienti tipici (cucine, camere da letto e da soggiorno, antiche botteghe). Per completare il viaggio artistico nella capitale della Carnia, non mancate di visitare Palazzo Frisacco, dove vengono allestite interessanti mostre temporanee dedicate all'arte contemporanea.


Palazzo Linussio

Uno tra gli edifici più prestigiosi della città, a breve distanza dal centro storico, è Palazzo Linussio (1741). Fatto costruire dal noto imprenditore settecentesco Jacopo Linussio su progetto dell'architetto Domenico Schiavi, il complesso combina in un unico spazio l’area residenziale e l'area destinata all'attività industriale. Il corpo centrale, affiancato da due barchesse, è destinato all’utilizzo abitativo; sul retro due estese ali, un tempo fiancheggiate da canali, racchiudono una corte di vaste dimensioni e definiscono gli ambienti riservati al lavoro. Gli interni della residenza, oggi aperti al pubblico in rare e speciali occasioni, ripropongono, la tipologia classica del palazzo nobiliare con un ampio salone centrale, balaustrato e riccamente decorato. Gli affreschi, alle pareti e al soffitto, raffiguranti scene storiche e mitologiche conferiscono all’ambiente quel ruolo di rappresentanza che doveva avere nel Settecento. Un’elegante cappella gentilizia dedicata a Maria Annunziata e coeva al corpo di fabbrica completa l’insieme. Nel 1788 il terremoto danneggia gravemente le fabbriche e l'attività chiude nel 1818. Oggi Palazzo Linussio ospita la caserma Cantore.

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