Eventi e News

Info e aggiornamenti dalla Conca Tolmezzina


ARCHITETTO DOMENICO SCHIAVI

Convegno celebrativo della nascita 1718 - 2018

Sabato 3 febbraio alle 15.00
Sala conferenze dell'UTI della Carnia - via Carnia Libera 1944, n. 29 - TOLMEZZO


Conca tolmezzina - Eventi

Al via le celebrazioni per il Tricentenario di nascita
del celebre architetto tolmezzino Domenico Schiavi

Sabato 3 febbraio 2018 a Tolmezzo il primo convegno dedicato all’architetto
Domenico Schiavi e alle sue opere in Carnia, Friuli e Cadore



Si svolgerà sabato 3 febbraio 2018, alle ore 15.00, presso la sala conferenze dell’UTI della Carnia a Tolmezzo il primo evento correlato al tricentenario della nascita di Domenico Schiavi. Organizzato dall’Unione degli Istriani, dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Città di Tolmezzo, con la collaborazione del Comune di Pieve di Cadore, della Arcidiocesi di Udine, della Diocesi di Belluno-Feltre e dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, questo è l’evento che apre la fitta serie di iniziative che verranno realizzate nel corso dell’anno e che si concluderanno con la realizzazione di un volume, il primo sulla storia del grande artista carnico e della sua famiglia.
Il convegno, per la cui organizzazione è stata decisiva la fattiva collaborazione dell’Ufficio Beni Culturali della Arcidiocesi di Udine, vedrà la partecipazione di cinque relatori principali che interverranno dopo i saluti istituzionali e quelli degli organizzatori: Marisa Dario, che tratterà il tema dedicato ai libri dell’architetto Schiavi e della sua bottega; Federico Bulfone Gransinigh, che illustrerà le opere ecclesiastiche e civili dello Schiavi in Friuli; Francesco Amendolagine Foschini, che esporrà i progetti dello Schiavi per le aree dell’odierno Veneto ed infine Elisabetta Francescutti e Maria Concetta Di Micco che approfondiranno il tema legato alle architetture dello Schiavi nelle immagini conservate negli archivi della Soprintendenza di Udine.
A concludere i lavori seguiranno gli interventi da parte del pubblico che potrà dialogare con i relatori per ottenere chiarimenti e ulteriori informazioni rispetto alla straordinaria attività di questo grande artista.

LA STORIA DEGLI SCHIAVI
Attivi in particolare in Carnia – ma anche in Cadore e Istria – gli Schiavi furono protagonisti dell’architettura sacra in regione dalla metà del XVIII secolo all’inizio del XIX. Numerosi sono i componenti della famiglia che, appartenenti almeno a tre generazioni, si incontrano diversamente impegnati in tanti cantieri. Originario di Lozzo Vicentino, il capostipite Domenico risulta documentato a Tolmezzo nel 1689, quando sposò Giulia di Bartolino Puppi, matrimonio dal quale nacquero tre figli, due femmine e un maschio, Angelo iniziatore dell’attività della prolifica famiglia.
Dal matrimonio del 1711 tra Angelo e Orsola di Sopra nacquero numerosi figli in gran parte impegnati nell’impresa familiare, tra i quali si distinsero Domenico (1718-1795), l’architetto, e Antonio (1736-1783), il pittore. Alla terza generazione appartengono i figli di Domenico e del fratello Francesco (1721-1798), tra i quali si ricorda in particolare un secondo Angelo (1749-1817). Nel complesso le architetture degli Schiavi si spiegano entro il gusto del recupero classicista divulgato in Friuli in particolare attraverso le costruzioni di Domenico Rossi e Giorgio Massari.
Nato da Angelo e Orsola il 31 gennaio 1718 a Tolmezzo, dove morì il 2 gennaio 1795, Domenico Schiavi è l’architetto più attivo del Settecento in Friuli e in particolare in Carnia. Collegata alla committenza di Iacopo Linussio fu la sua prima opera. Nel 1738, appena ventenne venne incaricato della realizzazione a Tolmezzo della villa di proprietà del Linussio, al quale si deve anche la commissione per la progettazione del nuovo duomo. Alla costruzione del tempio, per il quale l’architetto aveva pensato una facciata dall’aspetto nobile e maestoso di quattro colonne giganti coronate da doppio timpano e con le consuete due nicchie ospitanti figure di santi, viene collegato con ogni probabilità l’incontro con il Massari.
Dopo un decennio durante il quale operò nei territori del Cadore – a Lorenzago, San Vito, Auronzo, Candide, Pieve di Cadore, Perarolo e a Vallesella di Domegge – oltre che a Serravalle presso Vittorio Veneto, Domenico Schiavi rientrò nel 1768 in Friuli per la costruzione della parrocchiale  di  Maiano.  L’edificio,  ora  perduto  insieme  al  campanile,  venne  realizzato  da Domenico insieme al figlio Ilario e al fratello Antonio cui spettava la decorazione ad affresco.
Al 1770 risale invece la progettazione per la nuova fabbrica della pieve di Tricesimo che, conclusa nel 1784,  sembra  realizzare  il  progetto  che  lo  Schiavi  aveva  ideato  per  il  duomo  di  Tolmezzo. All’aprirsi dello stesso decennio si colloca anche la realizzazione delle parrocchiali di Paularo e Dignano. All’opera dello Schiavi si devono anche la piccola Beata Maria Vergine della Neve a Ursinins Grande e la parrocchiale di Forni di Sotto. Abbandonata la consueta struttura a navata rettangolare su cui innestare un profondo abside, nella parrocchiale di Piano d’Arta lo Schiavi mette in opera un edificio a pianta centrale di forma ottagonale che nel sovrapporsi dei pieni e dei vuoti crea nuovi effetti di chiaroscuro. Tra gli altri, anche a Domenico Schiavi è stata attribuita la chiesa di S. Carlo a Gorizia, puntuale ripresa dell’edificio udinese del Massari. Numerose sono le chiese che, in attesa di studio e della conferma di nuovi documenti, vengono attribuite alla sua attività, come ad esempio la parrocchiale di Raveo la quale deve però l’aspetto attuale all’intervento novecentesco di Girolamo d’Aronco. Tra le costruzioni attribuite si ricordano inoltre la chiesa di S. Martino a Villa di Verzegnis, il disegno per la chiesa abbaziale di Moggio, la parrocchiale di S. Daniele a Cavazzo Carnico e la chiesa della vicina Cesclans, edifici tutti rispondenti ai modi dello S. Aperto a precisazioni, se non a integrazioni, rimane comunque l’elenco delle opere dello S. cui recentemente si aggiungono le parrocchiali di Cercivento e di Rigolato e il progetto della chiesa di S. Martino a Cividale. In particolare, tra le opere non documentate, va ricordata la chiesa di S. Ulderico a Sutrio. Significativa dovette essere la fama dell’architetto anche tra la committenza civile, come si rileva a San Daniele del Friuli dove nel 1770 fu a capo del cantiere per la realizzazione del palazzo del Monte di pietà. Si ricorda infine la realizzazione da parte dello Schiavi di due ponti sul fiume Tagliamento, impresa che, commissionata nel 1782, unisce le due parti del fiume presso Venzone e, più a monte, presso Amaro.

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